Estate – La dea dell’Estate

Sullo sfondo di un cielo sulfureo si staglia il profilo della giovane donna, con fiori di campo, forse un papavero, foglie di allorospighe e un nastro blu intrecciati tra i biondi e mossi capelli. Alle sue spalle fa capolino un putto con una fiaccola, mentre un altro le aggiusta le vesti scollate dai colori bianco, ocra, azzurro e rosa.

È la dea Cerere, divinità della terra, della fertilità e dei raccolti, seduta sul carro lanciato in corsa, con ruote decorate da mascheroni e serpenti in bronzo, trainato da un drago alato a tre teste. Tiene le redini rosse una figura maschile di spalle. Forse è Trittolemo, per via dei fasci di spighe dipinti accanto, che si volta verso la dea sua maestra per l’arte dell’agricoltura e la coltivazione del grano.

Non è nota l’originaria provenienza di questa opera del lorenese Charles Dauphin, apprezzato pittore della corte sabauda, autore di ben tre dei grandi ritratti equestri della Sala di Diana e di molte altre tele esposte nel percorso di visita della Reggia di Venaria.

Charles Dauphin, Il carro di Cerere, 1660-1670 circa, olio su tela, 90,5×152 cm. Reggia di Venaria, Gabinetto degli uccelli, appartamento di Madama Reale, in affidamento dalla Regione Piemonte.

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